Il Passaggio da Tassa a Tariffa con EPT Engineering &
Consulting
ECO DEL CHISONE - Martedì 14 gennaio
2003
NONE,
rivoluzione delle bollette Rifiuti, da tassa a tariffa
«Oggi raccolta e
smaltimento costano 775mila euro»
NONE - Non più tassa, ma tariffa; il cittadino non più
contribuente, ma utente. Detto così sembra un semplice cambiamento
lessicale, ma in realtà l'applicazione della nuova tariffa per
lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani è una piccola grande
rivoluzione voluta dal decreto Ronchi, che volenti o nolenti
interesserà presto tutti i Comuni d'Italia. La raccolta e lo
smaltimento dei rifiuti solidi urbani costa ormai agli abitanti
di None circa 775mila euro l'anno, che gli utenti dovranno coprire
per intero a partire dal 1º gennaio. Con l'introduzione della
tariffa si applicano nuovi criteri che tengono conto in modo
prevalente dell'attitudine dell'utente a produrre rifiuti e
non solo della superficie che questo occupa o detiene, come
avveniva invece per la vecchia tassa: per le abitazioni civili
si considera il numero di abitanti, per le attività la produzione
specifica (kg per mq, cioè la produzione media di rifiuti per
superficie). Un compito non facile, che il Consiglio comunale
ha affrontato venerdì 24 col supporto degli ingegneri Corrado
Giacomelli e Silva Contri della società di consulenza Ept
Engineering & Consulting di Bolzano, ai quali la Giunta
aveva chiesto espressamente "di ridurre al minimo l'impatto
della nuova regolamentazione tariffaria sui cittadini, pur nel
rispetto della legge". Cosa che i tecnici hanno fatto, mettendo
a punto un modello tariffario "he si è cercato di tarare nel
migliore dei modi sulla realtà locale, adattandolo alle esigenze
di None", fermo restando il fatto che "ulteriori aggiustamenti
saranno possibili in futuro". Il team di esperti è stato incaricato
dall'Acea per supportare i Comuni in questo passaggio che ha
già interessato Vigone e None, ed a breve interesserà Luserna
S.G. e Cumiana, per poi procedere con tutti gli altri Comuni
del Consorzio. In generale vale il concetto che il 77% della
copertura dei costi per il servizio viene attribuito ad una
quota variabile della tariffa che tiene conto della produzione
media di rifiuti. Il rimanente 23% dei costi è ancora applicato
alla superficie occupata con una quota fissa della tariffa (euro/mq)
che varia per legge in modo crescente, in base all'attitudine
della categoria di utenza a produrre rifiuti: cioè pagheranno
di più le categorie che mediamente producono più rifiuti. Per
quanto riguarda le famiglie, sia la quota fissa che quella variabile
della tariffa, crescono al crescere del nucleo familiare. La
parte fissa dipende dalla sola superficie occupata, la parte
variabile dipende invece solo dal numero di persone del nucleo
familiare. Nella definizione delle tariffe domestiche si è cercato
di ridurre al minimo l'impatto per quelle più numerose. Gli
aumenti sono previsti in generale per gli utenti che occupano
abitazioni con piccole superfici (alta densità abitativa). Le
riduzioni interessano in genere tutte le utenze domestiche che
occupano abitazioni di grandi superfici, e sono tanto maggiori
quanto minore è il nucleo familiare. Per le utenze non domestiche
vale in generale sempre il criterio che il 77% della copertura
dei costi è garantito dall'incasso della quota variabile della
tariffa, che tiene conto della potenziale produzione media (stabilita
dalla legge) di rifiuti a mq dell'azienda (kg per mq). Il rimanente
23% dei costi sarà ancora coperto con una tariffa applicata
in modo direttamente proporzionale alla superficie occupata.
Anche per le attività economiche ci sono categorie di utenza
che rimangono stabili, altre che subiscono degli aumenti ed
altre delle riduzioni. Ciò dipende in prevalenza da due fattori:
dall'importo della tassa di partenza dell'anno 2002 e se l'attività
appartiene a quelle categorie che per definizione hanno un'elevata
produzione di rifiuti per metro quadro (ristoranti, bar, ortofrutta,
ecc). Solo se i cittadini e le attività si attiveranno nella
raccolta differenziata potranno raggiungere gli obiettivi previsti
dalla legge regionale nr. 24/2002, e non pagare le sanzioni
previste per i Comuni inadempienti. Dal 2004 infatti, sulla
base dei dati del 2003, se non si raggiungeranno gli obiettivi
del 35% in peso di raccolta differenziata, il cittadini dovranno
pagare per il primo anno un'Ecotassa soft di transizione pari
a 0,5 euro per ogni abitante. L'anno successivo, a parità di
condizioni, l'Ecotassa potrebbe aumentare anche di 10-15 volte.
Per fare un esempio, mantenendo gli attuali livelli di raccolta
differenziata (18% circa), None dovrebbe pagare una sanzione
di circa 40mila euro (80 milioni di vecchie lire), tutti a carico
dei cittadini. La soluzione? Differenziare.