Il Passaggio da Tassa a Tariffa con EPT Engineering & Consulting


ECO DEL CHISONE - Martedì 14 gennaio 2003

VIGONE
I nuovi sistemi di calcolo decisi il 30 dicembre dal Consiglio
«Per chi sale e chi scende la tariffa rifiuti»

Raccolta e smaltimento costano 410.000 euro l'anno - A carico delle famiglie il 78% della spesa


VIGONE - La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani costa ormai ai vigonesi circa 410.000 euro l'anno, cioè 800 milioni di vecchie lire. Una somma consistente che gli utenti dovranno coprire per intero a partire dal 1º gennaio 2003, con il passaggio da tassa a tariffa, come previsto per i Comuni che già erano vicini a questo obiettivo (Vigone raggiungeva oltre il 93%). Con la necessità di individuare nuovi criteri per fissare gli importi dovuti da ognuno, che tengono conto soprattutto dell'attitudine dell'utente a produrre rifiuti e non solo della superficie che lui occupa come capitava prima: per le abitazioni civili si considererà anche il numero di abitanti, per le attività la produzione specifica (kg per mq). Un compito non facile, che il Consiglio comunale ha affrontato il 30 dicembre 2002 con l'ausilio degli ingegneri Corrado Giacomelli e Silvia Contri della società di consulenza Ept Engineering & Consulting di Bolzano. Ai quali il sindaco Ambrosio aveva chiesto espressamente "di ridurre al minimo l'impatto della nuova regolamentazione sui cittadini, pur nel rispetto della legge". Cosa che i tecnici hanno fatto, mettendo a punto un modello tariffario "che si è cercato di tarare nel migliore dei modi sulla realtà locale, adattandolo alle esigenze di Vigone". Fermo restando il fatto, hanno ribadito, che "ulteriori aggiustamenti saranno possibili in futuro se si noteranno incongruenze o distorsioni". Invariato, rispetto al 2002, il rapporto fra il gettito garantito dalle utenze domestiche (78%) e quelle non domestiche (22%). All'interno delle due grandi categorie cambiano però le tabelle di calcolo delle somme da versare, con risparmi per alcuni ed aggravi per altri. Qualche esempio può chiarire meglio il concetto, anche se è qui impossibile, per motivi di spazio, spiegare attraverso quali calcoli si è giunti a queste cifre conclusive. Partiamo dalle famiglie, ovvero dalle utenze domestiche, con alcuni esempi indicati nella tabella a lato. Se l'abitazione è di 50 mq, una sola persona pagherà 42,87 euro l'anno (+24% rispetto al 2002); se la casa misura 75 mq, un occupante spenderà invece 47,32 euro (-9%). Insomma, rispetto alle vecchie tariffe, c'è chi risparmierà cifre notevoli (-35% i single con appartamenti di 125 mq) e chi invece sarà gravato di oneri ben superiori (+76% la coppia citata prima, che vive in 50 mq). Discorso analogo per le utenze non domestiche, suddivise d'ora in poi in 30 categorie, con una conseguente ridistribuzione dei costi. Tenendo conto anche del fatto che producano o meno rifiuti con un elevato peso specifico: organico, vetro e simili. Non avranno ulteriori spese le case di cura, i negozi e le carrozzerie. Riduzioni di diversa entità sono previste per musei, scuole, autorimesse, distributori, esposizioni, autosaloni, uffici, banche, edicole, farmacie, tabaccai, parrucchieri, estetiste, falegnami, idraulici, elettricisti, attività industriali con capannoni di produzione e artigianali. Tutti gli altri pagheranno di più, sia pure in modo differenziato: ospedali, ristoranti, trattorie, pizzerie, mense, birrerie, bar, caffè, pasticcerie, supermercati, ortofrutta e banchi di mercato. Fin qui l'aspetto tecnico e contabile, scaturito da analisi, simulazioni e studi fatti dagli esperti tenendo conto della legislazione e delle caratteristiche locali. Pacato e sereno il dibattito politico che ne è seguito in aula, con il voto unanime in merito al nuovo regolamento e al conferimento della riscossione all'Acea di Pinerolo, mentre sulle tariffe si sono astenuti Francesco Suino (Lega Nord) e Giovanni Truccone (Campanile). In particolare quest'ultimo ha affermato: "Riconosco che ci sono state delle buone intenzioni, ma avrei preferito una spinta maggiore nel far pagare di più chi produce una quantità superiore di rifiuti. Ritengo infatti, ad esempio, che in questo senso i non residenti siano troppo penalizzati". In risposta i tecnici hanno ribadito che "quella attuale è una fase transitoria, non essendo possibile per ora quantificare i rifiuti prodotti da ognuno. Anche se bisognerebbe puntare a questo obiettivo con una sempre più precisa personalizzazione della tariffa". Intanto si dovrebbe accentuare sempre più la raccolta differenziata. Con un avvertimento "minaccioso", previsto dalla legge regionale: se entro il 2004 il 35% dei rifiuti non sarà raccolto in modo differenziato, si pagherà per il primo anno un'ecotassa pari a 0,5 euro per ogni abitante. Meglio pertanto entrare in quest'ottica, a cominciare dal 'Verde Sacchetto' che stenta a decollare. L'ing. Giacomelli ha affermato che se a Vigone tutto l'"umido" fosse raccolto in modo differenziato, si raggiungerebbe senza problemi il 35% previsto, senza ulteriori oneri per la comunità. È il caso di rifletterci sopra e di agire di conseguenza.

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